Synth Cafè intervista: Mokadelic

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I Mokadelic
Molti di voi sicuramente conosceranno i Mokadelic grazie alla fortunata serie televisiva “Gomorra”.
Ho avuto il piacere di avere una breve chiacchierata a suon di mail con Cristian Marras, bassista (e sintetista, protremmo dire) dei Mokadelic.
In questa intervista parleremo un pò meno della famosa serie televisiva e ci dedicheremo ai nuovi progetti, alla musica, alla strumentazione utilizzata e a qualche piccolo segreto della band.
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Sulla Mia Pelle – il film dedicato agli ultimi giorni di Stefano Cucchi. Soundtrack a cura dei Mokadelic
Synth Cafè:Parliamo un attimo di “Sulla Mia Pelle”, il film dedicato alla storia di Stefano Cucchi. Ho da subito sentito la vostra impronta sonora. Immagino che sia stata una esperienza sicuramente significativa. 

 

 

Cristian Marras: Certamente. Ancora oggi, a più di due mesi dall’uscita del film, si continua a proiettare ovunque in situazioni ufficiali e informali con una grande partecipazione e troviamo che questo sia un bellissimo segnale per il cinema e per la società. Quando ricevemmo la proposta da parte del regista fummo molto colpiti del fatto che si facesse un film su questa storia importante, controversa e delicata. Da allora abbiamo cercato, anche dietro indicazione del regista Alessio Cremonini, di stare attraverso la musica con Stefano Cucchi, descrivendone l’inquietudine, la rabbia, la sensazione di abbandono e di solitudine. Componendo moltissimi temi, facendo varie ipotesi sonore.


S.C.: Come preparate un brano? Lavorate separatamente o insieme?

C.M.: Dipende dal momento e dal progetto. Siamo sempre stati un gruppo orientato alla creatività collettiva, a volte accade anche che nascano delle idee dai singoli componenti che poi vengono riportate in gruppo per arricchimenti e miglioramenti. La composizione è un processo di condivisione e di consolidamento del gruppo. Crediamo ancora che lo stare insieme sia una fonte di ispirazione. 

S.C.: Parliamo di strumentazione e suoni: la prima domanda potrebbe rivelarsi un classicone tra le domande del nostro forum: come avete creato il suono di Doomed to Live?

C.M.: Ci colpisce in effetti la domanda che non è per niente classica per noi! Il suono di “Doomed To Live” è nato dal voler unire un approccio analogico con un approccio elettronico. In effetti il nostro suono attuale e i nostri live sono la fusione di questi due elementi. È stato un processo lungo fatto di ricerca, talvolta per prove ed errori, che però rappresenta il nostro modo istintivo di fare musica. In particolare, per rispondere alla tua domanda, il suono di Doomed To Live è il risultato di una stratificazione di suoni afferenti a sintetizzatori hardware “fisici” e piani digitali tra cui Kaossilator e Kaosspad in primis il tutto poi passato “in the box”, attraverso plugins della Soundtoys e Waves.

S.C.: Molta della vostra musica è composta con i sintetizzatori. In studio cosa utilizzate?

C.M.: Gli strumenti che utilizziamo sono in continua evoluzione, ciò che usiamo oggi è molto diverso da ciò che utilizzavamo un anno fa: subiamo il fascino del potere innovativo dell’elettronica e delle opportunità creative che dà. Cerchiamo di tenere in equilibrio l’informatica, e quindi i sintetizzatori virtuali, tra cui citiamo certamente la Spectrasonics, con i synth hardware, tra cui Moog, Korg, Waldorf passandoli, attraverso catene effetti esterne in cui utilizziamo tra gli altri Jomox, Line 6, Electro Harmonix etc.

S.C.: Mi piacciono molto i riverberi che utilizzate, ampi e molto trasparenti. Ne utilizzate qualcuno in particolare?

C.M.: Utilizziamo i reverberi perchè danno un carattere evocativo ed emotivo ai suoni. Ci piacciono parecchi tipi di reverberi e ne usiamo di varia natura sia su computer sia nelle nostre pedaliere. Da un punto di vista fisico citiamo lo Stymon BigSky, gli emulatori Line 6 e vari Boss, mentre per quanto riguarda a livello digitale citiamo Lexicon e Soundtoys.
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Il riverbero Strymon BigSky

S.C.: Sul palco vi ho visto (se non ricordo male con una masterkey, un microkorg e Ableton live). Cosa usate sul palco e come gestite il tutto?


C.M.: Negli ultimi live abbiamo strutturato una line up in cui c’erano due postazioni elettroniche, in cui erano presenti una postazione Ableton Live, con dei controller per la gestione dei loops. Ci piace mantenere comunque un approccio rock al concerto e cerchiamo di dare all’elettronica un ruolo complementare agli strumenti classici. 

S.C.: Progetti per il futuro?

Attualente siamo impegnati in studio con Gomorra 4, una produzione televisiva italo-svedese, e a febbraio avremo 3 concerti in giro per l’Italia.

Un estratto del live “Mokadelic vs. Gomorra” del 16 giugno 2018 al Museo del  Cinema –  Mole Antonelliana di Torino.
(un grazie a Cristian e ai Mokadelic)

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