Pink Noise – Giulia Riboli / tears of sirens

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Giulia Riboli

Il Theremin è il primo strumento musicale elettronico conosciuto, inventato dal fisico russo Lev Sergeevič Termen nel 1919 (precedono poche altre invenzioni di strumenti elettronici rudimentali o di difficile accesso al pubblico, poi abbandonati).
Il theremin, o eterofono, è in grado di generare un suono etereo e sinuoso, talvolta simile alla voce umana, solamente captando il movimento delle mani nel vuoto, all’interno di un campo elettromagnetico.
Leon Theremin oltre allo strumento omonimo ne inventò anche altri, come ad esempio il Rhythmicon (1932), antenato delle attuali drum machine, capace di produrre ritmi complessi in loop.

Leon Theremin è stato il padre di tutti i sintetizzatori, una figura fondamentale per la nascita della musica elettronica.
Bob Moog iniziò la sua carriera nel 1953 realizzando dei modelli di theremin a transistor (molto diversi dai modelli di theremin a valvole messi in commercio dalla RCA negli anni ‘30), successivamente trasse proprio da questo strumento l’ispirazione per produrre tutti i suoi sintetizzatori.

Per la rubrica “Pink Noise“, ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Giulia Riboli, affezionata utente di Synth Cafè da diverso tempo, thereminista e co-fondatrice con Fabio Properzi dei Tears of Sirens.

Giulia Riboli è una musicista italiana di origini piemontesi, considerata tra i thereministi internazionali di rilievo.
Nel 2009 si approccia al theremin da autodidatta grazie anche ai consigli iniziali di Vincenzo Vasi, eclettico polistrumentista e thereminista italiano che vanta innumerevoli collaborazioni (Mike Patton, Capossela, Roy Paci).
Nel 2011 frequenta la “Theremin Summer Academy” (Colmar, Francia) prendendo parte ai corsi della virtuosa tedesca Carolina Eyck.
Nel 2013 il lavoro di Giulia Riboli è stato presentato in Russia durante la conferenza “Incontro con la cultura italiana di theremin” tenuta da Peter Theremin, nipote dell’inventore stesso, presso la Moscow Theremin School.
Negli anni si esibisce in locali, piazze, teatri, castelli, musei, gallerie d’arte contemporanea e pinacoteche, suonando anche per feste private di alcuni colossi come l’azienda Carl Zeiss o per prestigiosi eventi come il “The Luxury Day-Winter Garden-Gran Gala di Milano”, prende parte inoltre ad eventi di divulgazione scientifica come il Festival di BergamoScienza.
Tra i live più suggestivi, tiene un concerto organizzato dal Biella Jazz Club a 1.900 metri di altitudine sul Monte Mucrone (BI), al centro di un laghetto di montagna su di una piattaforma galleggiante.

Nel 2014 fonda con Fabio Properzi (cantante, polistrumentista, compositore, autore per l’etichetta discografica italiana Sugar Music, produttore artistico) il duo alternative rock Tears of Sirens, con all’attivo due album molto elogiati dalla critica di settore.
Nel 2017 registra una linea melodica al theremin per il brano “Voce del Verbo” dell’album “Vietato Morire” di Ermal Meta (disco di platino).
Nel 2018 realizza assieme a Fabio Properzi l’intera colonna sonora del cortometraggio “Giulia una storia qualunque” di Sinapsi Produzioni Partecipate. Il film viene presentato il 12 giugno al Multicinema Galleria di Bari.

S.C.: Ciao Giulia. A che età ha iniziato a suonare il theremin? Come mai proprio il theremin?

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Giulia e il Kaossilator

G.R.: Ciao Luca! Grazie innanzitutto per questa bellissima rubrica “Pink Noise”! Con il theremin è stato un vero colpo di fulmine, prima di allora non avevo mai suonato nessuno strumento. Il theremin mi ha aperto un nuovo mondo fatto di tante scoperte musicali, mi ha aiutata nella mia crescita interiore, ma soprattutto mi ha fatto incontrare molte persone meravigliose.

Correva l’anno 2008, mi pare, quando vidi il theremin per la prima volta, suonato da Daniele Dupuis (in arte Megahertz), in concerto con Morgan al Teatro Civico di Vercelli. Ne rimasi da subito affascinata.
Fu però nel 2009 che ne rimasi totalmente folgorata, durante un concerto di Vinicio Capossela. Ascoltare Vincenzo Vasi al theremin fece scattare in me la classica scintilla, qualcosa di assolutamente irrefrenabile. Volli a tutti i costi imparare a suonare quello strumento.

Mi sconsigliarono in parecchi l’acquisto (compresi alcuni bravissimi musicisti di conservatorio che l’avevano comprato invano).
Il 22 aprile 2009 portavo a casa il mio Moog Etherwave Standard nero. Avevo ventitré anni.

S.C.: Hai altri strumenti oltre il theremin?

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“La famiglia” – tutti i theremin di Giulia
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I Tears of Sirens con il Microkorg
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L’Etherwave Standard Moog, “customizzato” da Giulia

G.R.: Nel corso degli anni ho acquistato vari modelli di theremin… lo ammetto, ho sofferto anch’io della patologia più diffusa in questo forum: la famosissima G.A.S. (sigh) ☺

Attualmente possiedo ben tre modelli di theremin Moog Etherwave Standard, un theremin Moog E-Pro (ormai fuori produzione) e un Moog theremini (attenzione alla “i” finale) che è un sintetizzatore molto simile al theremin, ma con un’anima totalmente differente, e “genera il proprio suono sfruttando il motore di sintesi di Animoog”, citando la recensione del Maestro Enrico Cosimi.

Ho anche due theremin “giocattolo”: un Gakken Mini (quello microscopico rosso, diventato famoso grazie al video del gatto che lo suona) e un Gakken Premium.
E ovviamente il MyTheremin PCNA della nostra fantastica Valeria Vito.

Nei live utilizzo anche un Kaossilator Pro e un bellissimo Microkorg S (l’ultimo arrivato in casa, acquistato anche per “colpa” vostra, comunque grazie per gli ottimi consigli, per me è fantastico!!!).
Ho anche un simpaticissimo Otamatone, praticamente insuonabile, anche se collegandolo ad uno Zoom MultiStomp MS-100BT si possono ricavare ottimi suoni per effettistica.
Senza contare la sfilza di strumenti musicali ai quali sto cercando di accostarmi, appartenenti però al mio compagno, che tra le altre cose è un polistrumentista.

Nel tempo libero amo dipingere, ho anche fatto realizzare da un liutaio delle cover in legno truciolato per i miei Etherwave Standard e ne ho dipinti alcuni, così da poterli personalizzare senza rovinare il rivestimento originale.

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Giulia e Fabio – Tears of Sirens

S.C.: È difficile fare musica in una coppia? Penso che i pareri si dividano tra chi lo troverebbe impossibile e chi, da musicista, sognerebbe una vita con un compagno/a musicista.

Fabio Properzi è il mio mentore, è un produttore artistico, nonché cantante, compositore e polistrumentista, vanta parecchie collaborazioni e progetti (Corrado Rustici, Ameba4, Kinky Atoms).
Ancor prima della nostra relazione sentimentale è nata la nostra collaborazione musicale. Forse è per questo che non mi pesa affatto fare musica in coppia, anzi, è uno stimolo. Ci divertiamo moltissimo a creare la nostra musica. Dividere il palco durante i nostri live è una figata pazzesca! Passiamo quasi tutte le sere nella nostra sala prove/studio e ci troviamo bene così, anzi, credo sia un po’ il sogno di tutti poter “spippolare”, creare, giocare, sperimentare, suonare in libertà ogni volta che lo si vuole, pur avendo una vita sentimentale. Credo che questo aumenti anche la complicità all’interno di una coppia. Perché quindi impossibile?

Tears of Syrens – Turning Point

Il nostro duo Tears of Sirens è nato nel 2014, lavorando inizialmente a distanza (1.000 km per la precisione) io dell’alto Piemonte e lui pugliese. Ci siamo conosciuti in modo del tutto casuale, lo trovai io per “sbaglio” su YouTube; non stavo cercando la sua musica, ma nella mia ricerca comparve un suo video come primo risultato. Ascoltando per curiosità quel brano mi innamorai della sua arte. Quindi lo cercai volutamente su Facebook per seguire i suoi progetti.
Da lì il “misfatto”.

Essendo sempre stato affascinato dall’eterofono, Fabio mi propose di provare a fare qualcosa assieme. Il suo intento era quello di portare il theremin fuori dalla solita concezione classica, pur donandogli una vita propria, un’anima, non utilizzandolo solo per effetti speciali. Abbiamo creato un progetto particolare, inizialmente incentrato esclusivamente sul theremin, poi sviluppandolo in qualcosa di più complesso.

Tears of Sirens live@Sannicandro Rock Festival 2018

S.C.: Con i Tears of Sirens come nascono i brani? Vi immagino con un approccio molto rilassato.

Rilassato dici? Beh, sì, effettivamente direi parecchio, anche perché mi fido di come lavora Fabio.

Quando in fase di creazione magari io ho un’altra idea rispetto alla sua e lui non vuole prenderla in considerazione non mi offendo, lo lascio fare, è il suo mestiere.
Ovviamente, comunque, tutte le mie idee che ritiene valide le sviluppa (come nel caso della creazione da zero di un nuovo brano) oppure le accoglie (ad esempio ho trovato io la linea del suo cantato in un brano che lui inizialmente aveva concepito diversamente, e ne è uscita “Disedge”).

Comunque riavvolgendo, come ho già detto prima, abbiamo iniziato a lavorare al nostro primo
EP/esperimento a distanza. Ci spedivamo via e-mail delle idee, lui poi dava una forma al tutto con i suoi arrangiamenti ed io gli spedivo le registrazioni dei miei theremin. Un casino pazzesco tra upload, download, migliaia di file che viaggiavano nell’etere. Praticamente lo stesso modus operandi della compilation di Synth Cafè “Distanza, Connessione, Creazione”.

A gennaio del 2015 abbiamo pubblicato su Bandcamp il nostro primo EP strumentale autoprodotto “The Abyss” (theremin, pianoforte, basso, cajon ed elettronica), dove il theremin è protagonista come fosse la voce principale, utilizzato però anche per creare tutti gli altri suoni (tutto quello che si sente deriva dal theremin).
Ad esempio la stratificazione di tante linee di theremin creano un effetto cori o Mellotron.

Alla fine del 2015 mi sono trasferita a Bari e nel giro di un anno o poco più (giugno 2017), abbiamo
pubblicato il nostro primo LP “HUM” per l’etichetta californiana Magnatune.
I theremin in quest’album sono comunque molto presenti, anche se lasciano spazio alla voce di Fabio, in alcuni episodi anche alla mia e vengono integrati anche dal nuovo contributo del thereMINI. Per creare queste sonorità abbiamo utilizzato anche altri “strumenti” non convenzionali come una griglia di una stufa a gas, o ad esempio una macchina da scrivere Olivetti Lettera22; abbiamo sgretolato suoni di pianoforte, frammentato voci, etc… Insomma, ci siamo divertiti parecchio.

Adesso stiamo lavorando al nostro prossimo disco. Uscirà nel 2019.
Posso anticiparvi che ci saranno un po’ meno theremin e daremo molto più spazio ad altri synth, soprattutto al Microkorg.

S.C.: Che musica ascolti solitamente?
G:R.: I miei ascolti fondamentali, i pilastri diciamo, sono Radiohead, Portishead, Massive Attack, Björk, Sigur Rós (ma anche tantissimi altri), non credo interessi a nessuno un lungo elenco.
Mi piace comunque ascoltare anche le band emergenti locali (vicine ai miei gusti) o musicisti internazionali poco conosciuti.
Qui in Puglia, tra l’altro, ci sono parecchi artisti di musica elettronica davvero validi ma preferisco non far nomi per non far torto a nessuno (qualora dovesse sfuggirmi per sbaglio qualcuno), molti sono anche diventati miei amici, con qualcuno collaboriamo anche.
Comunque amo principalmente i generi alternative rock, post rock, trip hop, elettronica, dark wave.

Con Tears of Sirens abbiamo avuto anche una bellissima sorpresa, è stata pubblicata la nostra cover di “Bloom” dei Radiohead sul loro sito ufficiale, nella sezione w.a.s.t.e. central.

Tears of Syrend – “Bloom” Radiohead (cover)

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